Un importante passo avanti per la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico, architettonico e paesaggistico di Gallipoli (LE). Sabato 24 ottobre 2026 alle ore 12 saranno presentati al pubblico gli interventi di consolidamento e restauro architettonico della Chiesa di San Pietro dei Samari, antico luogo di culto bizantino immerso nel Parco naturale regionale Isola di Sant’Andrea e litorale di Punta Pizzo. Il bene, rimasto a lungo ai margini dell’attenzione pubblica, nel 2022 ha vinto l’XI censimento “I Luoghi del Cuore”, promosso da FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano in collaborazione con Intesa Sanpaolo, raccogliendo 51.443 voti. Una mobilitazione e un risultato straordinari, che hanno acceso i riflettori sulla chiesa, dimostrando quanto il bene, dal grande valore storico, sia diventato caro alla popolazione: il censimento ha portato a una vera e propria riappropriazione culturale di un luogo negletto, sconosciuto fino ad allora a molti gallipolini. Il suo recupero è stato possibile grazie a un insieme di risorse che testimoniano la collaborazione tra istituzioni e territorio, innescata dalla partecipazione al censimento: ai 55.000 euro messi a disposizione dal FAI e da Intesa Sanpaolo nell’ambito del programma “I Luoghi del Cuore”, si sono aggiunti 65.000 euro finanziati dal Comune di Gallipoli e 300.000 euro dai Patti Territoriali della Provincia di Lecce. Un risultato significativo per un monumento, che aveva subito negli anni precedenti anche un parziale crollo.

La presentazione, volta ad approfondire gli interventi realizzati, le tecniche di restauro adottate e il valore storico e culturale del Bene, vedrà partecipare il sindaco di Gallipoli, Flavio Fasano; l’Assessore alla Cultura del Comune di Gallipoli, Antonella Russo; il primo dirigente della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Brindisi e Lecce, Antonio Zunno; la responsabile nazionale del programma “I Luoghi del Cuore”, Federica Armiraglio; Saverio Russo, Presidente FAI Puglia; il Capo Delegazione FAI del Salento Jonico, Virgilio Provenzano; la dirigenza comunale e il RUP (Responsabile unico del progetto) dell’ente, rappresentati da Luisella Guerrieri e Francesco Bua. Interverranno, inoltre, il presidente della Provincia di Lecce, Fabio Tarantino; S.E. Mons. Fernando Filograna, vescovo della diocesi di Nardò-Gallipoli; Antonio Ferilli, direttore dei lavori di restauro. Sarà, inoltre, presente il professor Paul Arthur, storico e archeologo dell’Università del Salento, che offrirà un approfondimento sul valore storico e archeologico dell’insediamento.

La Chiesa di San Pietro dei Samari sorge in un contesto naturalistico di particolare pregio, all’interno di un’area protetta caratterizzata da una notevole biodiversità, da decenni oggetto di studio da parte di ricercatori provenienti da tutto il mondo. Situato a ridosso di una strada provinciale ad alta densità di traffico, il complesso si presentava da tempo in condizioni di abbandono e degrado, parzialmente nascosto dalla vegetazione. La sua riscoperta e il recupero rappresentano oggi un’occasione concreta per restituire visibilità a un luogo di grande interesse storico, architettonico e paesaggistico.

La tradizione lega questo luogo al passaggio dell’apostolo Pietro, nel suo viaggio verso Roma al rientro dalla Samaria: secondo il racconto leggendario, il santo sarebbe sbarcato sulla vicina spiaggia, celebrando qui una prima Messa. Un’iscrizione latina, probabilmente in sostituzione di una più antica, incisa sul fronte dell’avancorpo aggiunto nell’Ottocento, attribuisce invece la costruzione al condottiero crociato Ugo di Lusignano, nel 1148, di ritorno dalla Palestina.

La struttura architettonica, con le due cupole allineate in asse, costituisce un elemento di particolare interesse e rarità nel panorama monumentale del Salento: è, infatti, l’unico esempio in territorio leccese di questa tipologia di derivazione bizantina. I lacerti di affreschi conservati al suo interno, ancora da studiare e restaurare, contribuiscono ad accrescere il valore del complesso.

Il primo posto al censimento FAI “I Luoghi del Cuore” nel 2022 è stato un risultato importante, raggiunto grazie a una vasta mobilitazione che ha coinvolto una rete di oltre quaranta associazioni, circoli, club sportivi, parrocchie, confraternite, istituti scolastici e numerosi cittadini, capitanati dall’allora neonata Delegazione FAI Salento Jonico. Una partecipazione corale che ha superato i confini della comunità locale e ha dimostrato quanto il recupero del bene fosse desiderato dalla comunità, come parte del processo della sua riscoperta. Il coinvolgimento dei cittadini ha rappresentato un elemento fondamentale per riportare l’attenzione su un monumento di grande valore, trasformando una richiesta di tutela in un progetto concreto di recupero.

«Il recupero della Chiesa di San Pietro dei Samari rappresenta molto più di un intervento edilizio: è un investimento nella memoria storica, nell’identità culturale e nella tutela del paesaggio – dichiara l’Assessore Antonella Russo – la restituzione di questo luogo alla collettività potrà contribuire ad arricchire l’offerta culturale di Gallipoli e a rafforzare la conoscenza di un patrimonio che intreccia storia, architettura, tradizioni e natura. La tutela del complesso si inserisce, inoltre, in una più ampia prospettiva di valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici come risorse condivise, da preservare e trasmettere alle future generazioni».

«Restituire alla collettività questo splendido e antico luogo di fede non è solo un atto di tutela, ma il vero riscatto di un’intera comunità – è il commento di Virgilio Provenzano, Capo Delegazione FAI del Salento Jonico – Questo risultato dimostra come la rinascita del Salento passi inevitabilmente dalla riscoperta delle proprie radici, e testimonia la forza straordinaria dell’associazionismo e del volontariato civile. La valorizzazione del Parco naturale, incastonato nella baia di Gallipoli, è da sempre la nostra priorità: il recupero della Chiesa di San Pietro dei Samari è lo snodo fondamentale per attivare nuove iniziative a beneficio della nostra gente e per intercettare quel turismo nazionale ed internazionale che cerca nella natura e nella cultura un’esperienza autentica».

L’intervento attuale costituisce una prima fase di un percorso più ampio, destinato a proseguire nei prossimi mesi con ulteriori lotti di lavori, fino al completamento del programma di recupero e alla progressiva valorizzazione del complesso.

 

Il programma “I Luoghi del Cuore”        

Dar voce alle segnalazioni dei beni più amati in Italia per assicurarne il futuro è lo scopo del programma “I Luoghi del Cuore”, lanciato dal FAI nel 2003 e promosso in collaborazione con Intesa Sanpaolo, che si propone di coinvolgere concretamente tutta la popolazione e di contribuire alla sensibilizzazione sul valore del patrimonio culturale e paesaggistico del nostro Paese. Attraverso il censimento il FAI sollecita le istituzioni locali e nazionali competenti, affinché mettano a disposizione le forze per salvaguardare i luoghi cari ai cittadini; ma il programma è anche il mezzo per sostenere progetti di tutela e valorizzazione di alcuni beni votati. Dopo il censimento, infatti, FAI e Intesa Sanpaolo sostengono una selezione di progetti promossi dai territori a favore dei luoghi che hanno raggiunto una soglia minima di voti. “I Luoghi del Cuore”, dalla prima edizione a oggi, ha in tal modo permesso, in tutta Italia, di sostenere 180 progetti a favore di luoghi d’arte e di natura, grazie alla fattiva collaborazione con le istituzioni e le comunità. Spesso, inoltre, il programma ha permesso di innescare virtuosi processi locali, che si sono trasformati in veri e propri impatti culturali, sociali, ambientali ed economici, cambiando il destino di decine di Beni del patrimonio italiano. Il tredicesimo censimento “I Luoghi del Cuore” è in corso fino al 15 dicembre 2026.

Basta poco per salvare i luoghi che ami, vota e fai votare su: www.iluoghidelcuore.it

Il FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano è un Ente del Terzo Settore che opera grazie al sostegno di privati cittadini, aziende e istituzioni per tutelare, conservare e valorizzare il patrimonio italiano di storia, arte e natura. Nata nel 1975 sul modello del National Trust, la Fondazione si impegna ogni giorno per recuperare, proteggere e valorizzare monumenti e luoghi unici del nostro Paese e per educare e sensibilizzare la collettività alla conoscenza, all’amore e al godimento per l’ambiente, il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. Il FAI, inoltre, vigila sulla tutela dei beni culturali e ambientali nello spirito dell’articolo 9 della Costituzione.

In linea con il principio di responsabilità sociale, Intesa Sanpaolo condivide con il FAI i valori del programma “I Luoghi del Cuore” volto alla piena valorizzazione e a un compiuto apprezzamento della bellezza e dell’unicità del nostro Paese attraverso la sensibilizzazione degli italiani sul valore del loro patrimonio artistico e ambientale.