Lucio Marzo rinuncia al ricorso in Cassazione. Diviene così definitiva la sua condanna in Appello a 18 anni e otto mesi per l’omicidio di Noemi Durini. È stato proprio il 19enne originario di Montesardo, frazione di Alessano, rinchiuso nel carcere minorile di Quartuccio in provincia di Cagliari, a rinunciare al terzo grado di giudizio: il giovane lo ha comunicato in una lettera inviata al suo avvocato difensore Luigi Rella. Scaduto dunque il termine perentorio dei 45 giorni entro i quali si può presentare la richiesta affinché la Corte Suprema possa decidere sul merito delle sentenze dei gradi precedenti. La sentenza d’appello è stata emessa nello scorso mese di giugno: agli inizi dell’estate, i giudici della Sezione Promiscua della Corte d’Appello hanno confermato la condanna emessa ad ottobre 2018 dal gup Aristodemo Ingusci per omicidio volontario aggravato dalla crudeltà, dalla premeditazione e dai futili motivi.

La volontà dell’assassino di Nomi ha prevalso dunque su quella dei genitori, desiderosi di cercare per il figlio un’eventuale altra possibilità processuale. La scelta di Lucio Marzo potrebbe però favorire la richiesta di permessi premio nei riguardi del ragazzo, anche se nella realtà dei fatti questa appare ancora una procedura lontana dall’essere applicata. La notte tra il 3 e 4 settembre 2019, l’allora minorenne prelevò la ragazza in prossimità dell’abitazione della famiglia di lei a Specchia e a bordo della Fiat 500 intestata alla madre la condusse sino all’interno di un fondo agricolo alla periferia di Castrignano del Capo, a pochi metri dalla provinciale che conduce a Leuca. Nell’uliveto Lucio Marzo uccise la ragazza che diceva di amare, prima colpendola con alcune pietre e poi con una coltellata alla luca. Il corpo di Noemi Durini fu poi coperto sotto i grossi massi buttati giù da un muretto a secco quando ancora la giovane era viva. La famiglia della vittima è da sempre convinta che quella tragica notte Lucio non abbia agito da solo ma sia stato aiutato da qualcuno.