L’amministratore di diritto, l’amministratore di fatto e il commercialista di una società salentina che opera nel settore della vigilanza privata, dichiarata fallita nell’anno 2016 dal Tribunale di Lecce, sono stati arrestati da militari della Guardia di Finanza con l’accusa di bancarotta fraudolenta per una somma di 10 milioni di euro. Si tratta di P.P. 58 anni, P.G., 62 , e P.P., 68, i primi due di Veglie, il terzo di Santa Cesarea Terme. Le indagini sono state coordinate dalla Procura della Repubblica.

I tre si erano già resi autori, come accertato nell’ambito di precedenti indagini, di condotte fraudolente simili quando ricoprivano la carica di amministratori di un’altra società, anch’essa operante nel settore della vigilanza privata. Grazie all’esame della documentazione aziendale, si è accertato come l’amministratore di fatto e quello di diritto della società fallita, avvalendosi della partecipazione attiva del depositario delle scritture contabili, hanno tentato di distrarre, mediante artifici contabili, rilevanti poste attive aziendali quantificate in oltre 10 milioni di euro, procedendo anche all’occultamento di parte delle scritture contabili, in modo tale da rendere difficoltosa la ricostruzione degli accadimenti e degli affari della società.

Inoltre, per proseguire l’attività aziendale anche in epoca successiva alla dichiarazione di fallimento ed in frode ai creditori, hanno costituito una nuova società operante nello stesso settore commerciale, nominando come rappresentante legale un loro ex dipendente, risultato essere un prestanome, cui trasferivano tutti i contratti di vigilanza in corso con i clienti e l’intero compendio aziendale costituito da auto e beni immobili. Al termine delle indagini, il Pubblico Ministero ha chiesto e ottenuto dal gip del Tribunale di Lecce, un’ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari nei confronti dell’amministratore di fatto e di diritto e del depositario delle scritture contabili, per il reato di bancarotta fraudolenta per distrazione e documentale, nonché il sequestro preventivo dell’intero compendio aziendale della società fallita.