
Domenica 12 luglio Maglie ospiterà un doppio appuntamento con Marco Damilano, autore e conduttore della trasmissione Il cavallo e la torre su Rai3 ed editorialista del quotidiano Domani. Alle 19:00 il giornalista parteciperà alla visita guidata, curata dall’associazione 34°Fuso, della Casa Museo di Aldo Moro, in via Caduti di via Mario Fani: un itinerario multimediale tra ricordi personali, storia collettiva ed eredità civile che trasforma l’abitazione in cui lo statista nacque il 23 settembre 1916 in uno spazio di conoscenza, approfondimento e riflessione. Alle 20:00, nella piccola piazza dove è collocata la statua che ritrae il politico e docente ucciso dalle Brigate Rosse il 9 maggio 1978 dopo 55 giorni di prigionia, Damilano presenterà il suo ultimo libro «Noi siamo i tempi: La Chiesa di Francesco e Leone nel mondo a pezzi», edito da Mondadori, e coglierà l’occasione anche per ricordare la figura dello statista, al quale il giornalista aveva già dedicato nel 2018 il volume «Un atomo di verità. Aldo Moro e la fine della politica in Italia», pubblicato da Feltrinelli.
L’iniziativa è promossa dall’assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Maglie all’interno del cartellone «Maglie Estate», in collaborazione con l’associazione 34°Fuso e con il festival Nel frattempo – Conversazioni sul futuro dell’associazione Diffondiamo Idee di Valore, sostenuto dal Consiglio regionale della Puglia – Teca del Mediterraneo. Per informazioni è possibile contattare il numero 3278773894.
Da giugno ad agosto, ogni sabato e domenica dalle 18:00 alle 21:00, sarà inoltre possibile visitare gratuitamente la Casa Museo di Aldo Moro, previa prenotazione allo stesso numero. Le aperture estive, promosse dal Comune di Maglie in collaborazione con l’associazione 34°Fuso, restituiscono alla città un luogo simbolico della memoria. Il percorso espositivo permanente propone un’esperienza immersiva e accessibile, pensata per accompagnare i visitatori alla scoperta della vicenda umana, accademica e politica di uno dei più illustri cittadini magliesi. Totem, schermi, tavoli touch e contenuti multimediali permettono di attraversare in autonomia le diverse sezioni, ricostruendo il legame profondo tra Aldo Moro e la sua terra d’origine.
Tra quelle mura il futuro statista respirò il rigore, la riservatezza e la fede trasmessi dai genitori, Renato Moro e Fida Stinchi. «Sono figlio di una città silenziosa, che insegna a fare bene senza rumore», scriveva lo stesso Moro ricordando Maglie. La visita permette di riscoprire anche il bambino e il giovane che qui iniziò a formarsi attraverso lo studio, l’osservazione e l’educazione familiare, prima del trasferimento a Taranto all’età di undici anni. Il percorso ricostruisce le tappe fondamentali della sua esistenza, dalla giovinezza nei circoli cattolici alla carriera accademica all’Università di Bari, fino all’impegno politico e all’esperienza di giovanissimo Costituente. Attraverso documenti, immagini, video e installazioni digitali, il pubblico può approfondire il contributo di Moro alla costruzione della Repubblica e alla stesura della Carta costituzionale, nella quale il principio della centralità della persona e il valore della solidarietà sociale assumono un ruolo decisivo. Il percorso si conclude con una riflessione sul valore della politica intesa come servizio.
Ad arricchire lo spessore scientifico e divulgativo della Casa Museo è la collaborazione avviata dal Comune di Maglie con l’Archivio Flamigni, centro di documentazione di riferimento per la storia dell’Italia repubblicana, che ha consentito di integrare l’allestimento con materiali fotografici d’epoca, raccolte tematiche di immagini e video-interviste storiche, consultabili tramite una web app dedicata e totem touchscreen. Di particolare rilievo documentario è anche la presenza, in formato digitale, delle lettere e dei comunicati delle Brigate Rosse relativi alle fasi del sequestro Moro, fruibili dal pubblico tramite un tavolo interattivo.
Nel libro presentato a Maglie, Damilano parte dalle parole di Agostino di Ippona – «Noi siamo i tempi» – riprese da Leone XIV dopo la sua elezione, per attraversare il tempo presente a partire dalla Chiesa di Papa Francesco e del suo successore. Al centro del volume vi è il ruolo della Chiesa in un mondo segnato da guerre, disuguaglianze, crisi democratiche e nuove solitudini, in quella che Francesco ha più volte definito una «guerra mondiale a pezzi». Attraverso interviste e testimonianze inedite, l’autore ricostruisce il progetto geopolitico e culturale dei due papi venuti dalle Americhe: Francesco, definito il Papa arrivato «quasi dalla fine del mondo», e Leone XIV, al secolo Robert Francis Prevost, primo Papa americano, chiamato a guidare la Chiesa in un’epoca segnata dall’odio e dalle guerre di distruzione.
Marco Damilano è stato direttore dell’Espresso dal 2017 al 2022 ed è attualmente editorialista di Domani, oltre a condurre ogni sera il programma di approfondimento Il cavallo e la torre su Rai3. Tra i suoi libri figurano anche Il Presidente, pubblicato nel 2021, e La mia piccola Patria, uscito nel 2023.






























