Domenica 12 luglio, alle 20:30, il piazzale antistante la Basilica di Santa Maria De Finibus Terrae a Leuca ospiterà, con ingresso libero, lo storico israeliano Ilan Pappé, tra i più noti intellettuali israeliani contemporanei e autore del libro «La fine di Israele», pubblicato da Fazi. L’appuntamento si inserisce nella dodicesima edizione di Armonia. Narrazioni in Terra d’Otranto, dedicata quest’anno al tema «Mentre tutto brucia», e arriva dopo l’avvio a Specchia con la tappa salentina dello Strega Tour e la doppia serata a Lucugnano con alcune protagoniste del Premio Calvino. L’incontro è realizzato in sinergia con la seconda edizione del festival Discorsi Mediterranei.

Pappé, professore di Storia all’Istituto di studi arabi e islamici e direttore del Centro europeo per gli studi sulla Palestina dell’Università di Exeter, sarà intervistato dal giornalista Alfio Nicotra di Un Ponte Per, componente del Comitato esecutivo AOI – Associazione delle organizzazioni italiane di cooperazione e solidarietà internazionale e coordinatore della Rete Italiana Pace e Disarmo. Il servizio di interpretariato sarà curato da Thomas Fazi, giornalista, saggista e traduttore. Ad aprire la serata sarà la presentazione dell’albo illustrato «La mia migrazione invisibile» di Giulia Colazzo, Premio Alan Kurdi 2025, con illustrazioni di Federica Ferri.

Nel suo nuovo libro, Pappé sostiene che, dopo il 7 ottobre e il genocidio a Gaza, il progetto sionista in Palestina sia destinato a una «disintegrazione inevitabile». Il volume, diviso in tre parti, esamina nella prima – intitolata Il collasso – il fallimento del cosiddetto processo di pace e le fratture che minacciano la stabilità di Israele, tra cui l’ascesa del sionismo religioso, le divisioni interne alla società israeliana, l’allontanamento dei giovani ebrei dal sionismo, il crescente sostegno dell’opinione pubblica mondiale alla causa palestinese, la crisi economica e la messa in discussione dell’invincibilità militare di Tel Aviv. Nella seconda parte, La strada per il futuro, l’autore delinea sette mini-rivoluzioni cognitive e politiche ritenute necessarie per costruire un futuro migliore per tutti gli abitanti della Palestina storica, dalla definizione di una nuova strategia per il movimento nazionale palestinese alla giustizia transitoria sul modello sudafricano, fino al diritto al ritorno dei rifugiati e alla ridefinizione dell’identità collettiva ebraica. Nella terza parte, ambientata nel 2048 e intitolata La Palestina del dopo-Israele, Pappé immagina un futuro in cui le mini-rivoluzioni descritte hanno avuto successo, delineando la vita in uno Stato palestinese democratico e decolonizzato, con il ritorno dei rifugiati e la coesistenza di ebrei e palestinesi come cittadini con pari diritti.

Nato ad Haifa da genitori ebrei sfuggiti alla persecuzione nazista, Pappé si è laureato alla Hebrew University e ha conseguito il dottorato a Oxford. Nel 2005 ha sostenuto il boicottaggio, incluso quello accademico, di Israele, scelta che lo ha portato a trasferirsi in Gran Bretagna, all’Università di Exeter, dopo anni di insegnamento a Haifa. Tra le sue opere tradotte in italiano figurano Storia della Palestina moderna. Una terra, due popoli, pubblicata da Einaudi nel 2005 e poi riedita nel 2014, e La pulizia etnica della Palestina, edita da Fazi nel 2008. Con Noam Chomsky ha scritto Ultima fermata Gaza, pubblicato da Ponte alle Grazie nel 2010, e Palestina e Israele: che fare?, edito da Fazi nel 2015. Con nottetempo ha pubblicato nel 2011 Israele/Palestina. La retorica della coesistenza, mentre con Tamù è uscito nel 2022 10 miti su Israele. Sempre nel 2022, Fazi ha pubblicato La prigione più grande del mondo. Storia dei territori occupati, rientrato nelle classifiche di vendita nell’ottobre 2023 in seguito al riacutizzarsi del conflitto israelo-palestinese. Al 2024 risale infine Brevissima storia del conflitto tra Israele e Palestina. Dal 1882 a oggi.

L’appuntamento di Leuca conferma il dialogo tra Armonia, ideato e organizzato dalla Libreria Idrusa di Alessano – recentemente insignita del premio Straordinaria, promosso da ALI, Associazione Librai Italiani di Confcommercio – e dall’associazione NarrAzioni, con la collaborazione di Mario Desiati, il sostegno del Consiglio regionale della Puglia – Teca del Mediterraneo e di BPER Banca, e il festival Discorsi Mediterranei. La rassegna, che negli anni ha ospitato Daniel Pennac, Paolo Rumiz, Tahar Ben Jelloun, Patrick Zaki e Adania Shibli, dal 2025 si è trasformata in un vero e proprio festival dedicato ai diritti umani, alle migrazioni e alla solidarietà.

Discorsi Mediterranei, promosso da Arci Cassandra Aps e Narrazioni Aps con la direzione di Mariangela Ciriello e Riccardo Buffelli, è tornato nel Capo di Leuca da venerdì 10 luglio con due giornate tra Specchia e l’appuntamento di Santa Maria di Leuca, dopo la tappa di aprile a Patù. Il festival, realizzato in collaborazione con il Comune di Specchia e un ampio partenariato pubblico-privato che comprende, tra gli altri, l’Università del Salento, Altreconomia, Border Radio, Capovolte Edizioni, Casa do Menor Italia, CILD, COP, Diritti a Sud, GUS, l’Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa e la Libreria Idrusa, offre spazi di confronto sui temi politici, sociali e culturali del bacino del Mediterraneo e del cosiddetto Majority World, la parte di mondo oltre l’Occidente in cui vive la maggioranza della popolazione globale. La tappa estiva è cofinanziata dai progetti «Sulle nostre gambe», promosso dal Comune di Specchia, «Discorsi Mediterranei», promosso da Arci Cassandra con il sostegno della Regione Puglia, e «Salento Connects for Global Change», finanziato dal COP – Consorzio Ong Piemontesi nell’ambito del programma DEAR-UE.