C’è una “dinamica oscura” che impone ulteriori verifiche. Così il giudice per le indagini preliminari di Lecce, Francesco Valente, ha rifiutato la richiesta di archiviazione del caso Roberta Bertacchi, la 26enne ritrovata impiccata nella sua abitazione in via Del Lavoro a Casarano con una sciarpa della squadra di calcio locale il 6 gennaio 2024.

Allora, come persona informata dei fatti, venne ascoltato il fidanzato della vittima, Davide Falcone, 36enne e volto noto nel tifo organizzato di Casarano: una presunta lite in un pub la sera prima della morte confermata da alcuni testimoni, oggetti rotti e fuori posto nell’abitazione di via Del Lavoro, una relazione descritta come conflittuale e densa di litigi. L’ipotesi, due anni fa come oggi, è quella di istigazione al suicidio da parte di Falcone; la certezza è il mistero che continua ad avvolgere la morte della Bertacchi e il tormento della sua famiglia, che chiede giustizia.

La vittima, all’epoca dei fatti, lavorava in un’azienda calzaturiera e viveva da sola, in affitto. Anni di investigazioni senza risultati avevano portato la Procura a richiedere l’archiviazione del caso, a cui i legali della madre della Bertacchi si sono opposti. E il gip ha dato ragione a questi ultimi: la dinamica resta oscura, servono ulteriori indagini, i cui risultati dovranno essere depositati entro tre mesi.

Nicola di Chio