
C’è un filo invisibile che unisce le terre rosse del Salento alla polvere dorata del Burkina Faso. Si chiama «Rete territoriale per la Cooperazione Salento Burkina Faso», un’alleanza strategica che trasforma il concetto di solidarietà in un’operazione concreta di ingegneria sociale e tecnologica. A guidarla è il CSV Brindisi Lecce – Volontariato nel Salento ETS, ente capofila di un partenariato che schiera l’esperienza internazionale di Mani Tese ETS e la spinta culturale di Circular Music APS. Il progetto è reso possibile da un finanziamento della Sezione Ricerca e Relazioni Internazionali della Regione Puglia, nell’ambito dell’Avviso Pubblico 2025 relativo alla legge regionale 20/2003 «Partenariato per la Cooperazione».
Il progetto si sviluppa su due fronti paralleli. In Puglia, le scuole superiori della provincia di Lecce diventano laboratori di «cittadinanza globale»: attraverso percorsi sull’interculturalità, la parità di genere e l’agroecologia, gli studenti salentini sono chiamati a confrontarsi con le grandi sfide del millennio, dal diritto al cibo alla sostenibilità ambientale. Musica e confronto diventano strumenti per abbattere pregiudizi e promuovere i diritti umani, in una terra che vuole essere non solo meta turistica ma laboratorio civile affacciato sul Mediterraneo.
A migliaia di chilometri di distanza, nel villaggio di Poedogo, la sfida si fa concreta e meccanica. L’intervento punta a rivoluzionare l’economia locale attraverso la costruzione di un impianto fotovoltaico che potenzierà il mulino dell’associazione «Sorelle Burkinabè di Poedogo», 72 donne che rappresentano la colonna vertebrale della comunità. Grazie a questa innovazione, la trasformazione di prodotti agricoli come la pasta d’arachide e il soumbala potrà passare da una dimensione di sussistenza a una di vera eccellenza competitiva. Il progetto prevede inoltre formazioni specifiche in marketing e gestione commerciale, oltre all’approdo al digitale: un market online permetterà a queste imprenditrici di scavalcare l’isolamento geografico, portando i sapori di Poedogo sui mercati nazionali e internazionali.
L’appuntamento conclusivo è fissato per dicembre, quando il progetto celebrerà il suo momento più alto. Sarà allora che il bilancio delle azioni — dalle scuole salentine ai mercati di Ouagadougou — si trasformerà in un evento di restituzione collettiva, dove i volti delle donne di Poedogo e degli studenti leccesi si uniranno idealmente per dimostrare che la cooperazione non è un atto di carità, ma un investimento sulla dignità umana. Quando le luci dell’impianto fotovoltaico si accenderanno nel cielo di dicembre, non illumineranno solo un mulino, ma il modello di un mondo dove la periferia del Sahel e quella del Salento sono diventate, insieme, il centro di un nuovo futuro possibile.





























