Militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Lecce hanno eseguito questa mattina un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di quattro soggetti indagati per bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale. Il provvedimento, emesso dal GIP presso il Tribunale di Lecce, la dottoressa Maria Francesca Mariano, riguarda due persone raggiunte dalla misura degli arresti domiciliari e due dalla misura interdittiva del divieto di esercizio dell’attività imprenditoriale.

Al centro dell’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Lecce, c’è il fallimento di una società operante nel settore dell’assistenza residenziale per anziani e disabili, con sede in provincia di Lecce e dichiarata fallita nel 2021. Le indagini hanno permesso di svelare una rete societaria articolata su diverse persone fisiche, appositamente individuate quali prestanomi, e su società costituite ad hoc, costruita con il preciso scopo di depauperare il patrimonio della fallita.

Le condotte di bancarotta fraudolenta sono state realizzate attraverso artifizi di varia natura: esternalizzazione dei costi del personale, pagamento di fatture per operazioni inesistenti, sottrazione di denaro contante dalla cassa societaria ed effettuazione di pagamenti non riconducibili ad alcuno scopo commerciale. Il meccanismo ha determinato una distrazione di circa 720mila euro, a fronte di un’esposizione debitoria di oltre tre milioni di euro nei confronti di erario, INPS e dipendenti.

Le indagini hanno inoltre accertato che gli indagati, dopo la sentenza di fallimento, si erano già organizzati per replicare lo stesso schema fraudolento attraverso una cooperativa operante nel medesimo settore, dimostrando la volontà di dare continuità alle condotte delittuose. È stato proprio il pericolo di reiterazione, insieme ai gravi indizi di colpevolezza, a spingere il pubblico ministero titolare delle indagini a richiedere l’applicazione della misura cautelare, eseguita oggi a seguito degli interrogatori preventivi dei quattro indagati, svolti il 9 aprile 2026.

Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e per gli indagati vige il principio di presunzione di innocenza fino all’eventuale sentenza definitiva di condanna.