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Furbetti del reddito di cittadinanza, i dati elaborati dall’Ispettorato nazionale del Lavoro parlano chiaro e documentano un trend in aumento, rispetto all’anno precedente. Le posizioni irregolari, per la provincia di Lecce, individuate nel primo semestre 2020 sono già dodici, scovate grazie ad una serie di controlli che, però, non viene effettuata a tappeto ma a campione. Tre, invece, sono quelle stanate nel Brindisino.

I dati elaborati dall’Ispettorato nazionale del Lavoro parlano chiaro e documentano un trend in aumento, rispetto all’anno precedente, sui percettori di Reddito di cittadinanza che risultano “irregolari”. Le posizioni, per la provincia di Lecce, individuate nel primo semestre 2020 sono già dodici, scovate grazie ad una serie di controlli che, però, non viene effettuata a tappeto ma a campione. Tre, invece, sono quelle stanate nel Brindisino.

Molto utili, in casi come questo, sono anche le segnalazioni da parte dei cittadini che aiutano a scovare i furbetti. Nel 2019, a consuntivo, nella sola provincia di Lecce, erano stati individuati 18 percettori di Rdc che lavoravano “in nero”. Tenuto conto che, a causa del lockdown l’attività dell’Ispettorato del lavoro è stata ferma per tre mesi, emerge che nel primo semestre sono stati individuati più della metà di furbetti del reddito di cittadinanza rispetto al dato complessivo dello scorso anno. Nello specifico l’ispettorato territoriale, dunque, ha individuato diverse persone che, da gennaio a giugno scorso, svolgevano altre attività oltre a percepire il sussidio. Un caso spicca su tutti: si tratta di un uomo risultato amministratore unico di nove società, e chissà, a questo punto, se sapeva di esserlo o era un semplice, ed inconsapevole, prestanome. Il “manager”, infatti, ha fatto regolare domanda di sostegno da parte dello Stato ed attraverso l’Inps ha percepito ben cinque mensilità pari a quasi 4mila euro. Gli altri casi sono più ordinari e rientrano nella casistica, in alcuni casi, di tipologie per le quali il “nero” è facilmente praticato o praticabile. Due sono addetti alle confezioni, due falegnami, due addetti alle pulizie, due manovali edili, una commessa, una cameriera ed una aiuto cuoca. Variabili anche gli importi percepiti mensilmente.

Il Reddito di cittadinanza (come la pensione di cittadinanza per gli ultra sessantasettenni) si comporta come un bicchiere che viene riempito dai dati dell’Isee, l’indicatore economico delle famiglie che tiene in considerazione tutto: beni mobiliari e immobiliari, depositi bancari o postali, pensioni e stipendi. Alla fine questo indicatore, che si “diluisce” nel caso ci siano molti componenti il nucleo familiare, “riempie” in parte un ipotetico bicchiere. Il resto lo mette l’Inps con i pagamenti mensili che, nei casi presi in esame, oscillano da 350 euro fino a circa 800. In un caso, il cittadino ha fatto una semplice richiesta ma senza percepire ancora nulla; in un altro, il richiedente appartiene ad un nucleo familiare in cui esiste già un percettore di reddito di cittadinanza. Una situazione che, ovviamente, esclude la possibilità che il Rdc venga preso da due persone. In questo caso, il falegname dovrà restituire la somma indebitamente percepita, pari a 6241 euro.