I Carabinieri del Comando provinciale di Lecce stanno eseguendo 30 ordinanze di custodia cautelare, di cui 19 in carcere e 11 agli arresti domiciliari, nei confronti di altrettanti soggetti indagati per associazione di tipo mafioso. Le accuse a vario titolo riguardano anche associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, danneggiamento seguito da incendio, detenzione abusiva di armi e di materie esplodenti, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, estorsione, ricettazione, minaccia aggravata, porto abusivo di armi, sequestro di persona e violenza privata. Tra i catturati figura anche un pregiudicato elemento di spicco della Sacra corona unita. Il sindaco di un comune della provincia di Lecce è indagato per concorso esterno in associazione mafiosa.

Le ordinanze sono state emesse dal gip presso il tribunale di Lecce su richiesta della locale Direzione distrettuale antimafia (Dda). L’indagine è stata condotta dal Nucleo operativo e radiomobile della compagnia Carabinieri di Maglie dal settembre 2017, consentendo di individuare le condotte delinquenziali di un gruppo criminale ’emergente’ di tipo mafioso egemone in numerosi comuni dell’area magliese, con connessioni e ramificazioni estese anche ad altri influenti sodalizi mafiosi della Sacra corona unita dell’area salentina.

Il presunto clan mafioso smantellato stamani, oltre a possedere numerose armi bianche e da fuoco, poteva contare sull’illimitata disponibilità di materiale esplodente che veniva fornito, insieme alle conoscenze tecniche per il confezionamento degli ordigni ad alto potenziale, da una ditta di fuochi d’artificio di Scorrano (Lecce). Il titolare della ditta è indagato per concorso esterno in associazione mafiosa.

‘Tornado’, il nome dato all’operazione dai carabinieri, prende spunto da quello commerciale di una marca di petardi di genere proibito utilizzati, con opportune modifiche e potenziamenti, per la realizzazione degli ordigni. L’indagine è stata avviata nel 2017 dopo numerosi attentati dinamitardi realizzati con ordigni artigianali ai danni di autovetture e abitazioni.

Il sindaco di Scorrano, Guido Nicola Stefanelli, è indagato per concorso esterno in associazione mafiosa nell’operazione dei carabinieri di Lecce che stanno eseguendo 30 arresti per associazione mafiosa in Salento. Stefanelli è stato eletto nel 2017 con la Lista civica ‘La svolta giusta’.

Avrebbe promesso agli appartenenti del gruppo mafioso sgominato oggi dai carabinieri in Salento l’aggiudicazione di appalti e servizi pubblici: per questo è indagato per concorso esterno in associazione mafiosa il sindaco di Scorrano, Guido Nicola Stefanelli. Secondo gli investigatori, Stefanelli avrebbe promesso in particolare la gestione del parco comunale ‘La Favorità con annesso chiosco bar nonché la gestione dei parcheggi comunali, impegnandosi a superare gli ostacoli burocratici e amministrativi connessi alle procedure di aggiudicazione, ottenendo come contropartita il sostegno del clan delle competizioni elettorali alle quali era interessato. Le indagini avrebbero dimostrato la capacità del gruppo di infiltrarsi nel tessuto politico amministrativo locale, istaurando connivenze con esponenti politici.