Mafia a Lecce, sgominato clan: 27 arresti. Indagato anche il sindaco di Scorrano

Tra i catturati figura anche un pregiudicato elemento di spicco della Sacra corona unita

27 arrestati di cui 17 in carcere e 10 ai domiciliari per associazione di tipo mafioso. I carabinieri del comando provinciale di Lecce hanno sgominato, stamane, un fiorente clan mafioso. Le accuse a vario titolo riguardano anche associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, danneggiamento seguito da incendio, detenzione abusiva di armi e di materie esplodenti, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, estorsione, ricettazione, minaccia aggravata, porto abusivo di armi, sequestro di persona e violenza privata. Le ordinanze sono state emesse dal gip presso il tribunale di Lecce su richiesta della locale Direzione distrettuale antimafia (Dda). L’indagine è stata condotta dal Nucleo operativo e radiomobile della compagnia Carabinieri di Maglie dal settembre 2017, consentendo di individuare le condotte delinquenziali del gruppo criminale ’emergente’ di tipo mafioso egemone in numerosi comuni dell’area magliese, con connessioni e ramificazioni estese anche ad altri influenti sodalizi mafiosi della Sacra corona unita dell’area salentina.

Le indagini dei carabinieri hanno permesso di accertare che a capo del clan ci sarebbe stato Giuseppe Amato, di 63 anni, di Scorrano, detto ‘Padreterno’, volto noto della criminalità organizzata salentina. Secondo le dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, Amato risulta legato ad una figura storica della Scu, Corrado Cucurachi, detto ‘il giaguaro’, storicamente legato al clan Tornese di Monteroni. Un ruolo di rilievo lo avrebbe avuto anche il figlio di Giuseppe Amato, Francesco, di 29 anni, ritenuto il punto di riferimento di un reticolo associativo composto da diversi giovani elementi che si muovevano secondo le sue direttive. Sebbene il ‘core business’ dell’associazione fosse costituito dal traffico di sostanze stupefacenti, sono state documentate anche estorsioni e ritorsioni con attentati dinamitardi e con sistematiche spedizioni punitive nei confronti di soggetti che non erano in linea con il gruppo o non si adeguavano alle sue richieste.

Il presunto clan mafioso smantellato oggi, oltre a possedere numerose armi bianche e da fuoco, poteva contare sull’illimitata disponibilità di materiale esplodente che veniva fornito, insieme alle conoscenze tecniche per il confezionamento degli ordigni ad alto potenziale, da una ditta di fuochi d’artificio di Scorrano (Lecce). Il titolare della ditta è indagato per concorso esterno in associazione mafiosa. L’operazione ‘Tornado’, vede indagato anche il Sindaco di Scorrano, Guido Nicola Stefanelli, per concorso esterno in associazione mafiosa. Il Primo Cittadino avrebbe promesso agli appartenenti del gruppo mafioso l’aggiudicazione di appalti e servizi pubblici.