Quasi tutti gli 89 aspiranti avvocati imputati nel processo per aver copiato durante le tre prove scritte dell’esame di Stato del dicembre 2012 che riguardava le province di Lecce, Brindisi e Taranto hanno chiesto la messa alla prova durante la prima udienza celebrata dinanzi al giudice monocratico del Tribunale di Lecce, Silvia Saracino.
Nell’arco di sei mesi gli imputati dovranno dimostrare una fattiva collaborazione per riprendere la loro “credibilità” all’interno del tessuto sociale. Al termine dei 180 giorni si avrà la valutazione del comportamento della messa alla prova.

A dare avvio all’inchiesta era stata la segnalazione della commissione esaminatrice della Corte d’appello si Catania, incaricata di correggere gli oltre mille e 200 compiti svolti nell’aula dell’Ecoteckne a Lecce. I componenti della commissione si accorsero di alcune evidenti anomalie, annullarono i compiti sospetti e informarono Lecce. L’inchiesta coordinata dal procuratore Cataldo Motta e condotta dal vicequestore Floriana Gesmundo e il collega Andrea Carnimeo della polizia postale di Bari, con l’ispettore Salvatore Antonio Madaro, della sede di Lecce, fece emergere il sistema illecito utilizzato dagli aspiranti avvocati.