Dovrà rimanere in carcere Emmanuel Greco, il 32enne di Surbo accusato di aver ucciso e poi gettato in un pozzo Antimo Mazzotta, il cui cadavere è stato rinvenuto lo scorso 27 ottobre, all’interno della cisterna della sua villetta a Torre Rinalda, frazione di Lecce. Così ha stabilito il GIP del Tribunale del capoluogo salentino, Luca Scuzzarella, che non ha convalidato il fermo nei confronti dell’indagato (non essendoci pericolo di fuga) ma ha comunque disposto contestualmente la custodia cautelare in carcere.
L’uomo risponde di omicidio volontario ed occultamento di cadavere. Davanti al giudice, ha affermato di non aver avuto intenzione di uccidere, giustificando come “accidentale” il colpo esploso con la sua pistola scacciacani modificata.
Il 32enne, di professione idraulico, ha detto di essere stato aggredito dalla vittima, nel corso di un incontro chiarificatore nella sua villetta. Alla base dei dissapori tra i due, una riparazione idraulica non andata a buon fine, e per la quale il pensionato pretendeva la restituzione del denaro corrisposto all’idraulico, circa 300 euro.
L’anziano – secondo la ricostruzione dell’indagato – impugnando un bastone di ferro, avrebbe ripetutamente cercato di colpirlo. Il 32enne, a sua volta armato di pistola scacciacani modificata, ha schivato le bastonate, ma una di queste lo avrebbe raggiunto sulla mano, facendo partire il colpo, che ha centrato la vittima al volto. Dopo ha nascosto il corpo nel pozzo, sbarazzandosi anche dell’arma. Dalla villetta sarebbe stato inoltre rimosso il dispositivo che registra e archivia i filmati delle telecamere di sorveglianza.
La versione dell’idraulico non ha però convinto il GIP, che nell’ordinanza l’ha definita “incoerente e contraddittoria”, definendo la circostanza dello sparo accidentale come “pura fantasia”.
