
Proseguono i servizi di controllo del territorio della Polizia di Stato finalizzati al contrasto dell’illegalità nel settore dell’autoriparazione e alla tutela della sicurezza stradale e dei consumatori. Nella mattinata del decorso giorno 7, il personale della Squadra di Polizia Giudiziaria della Sezione Polizia Stradale di Lecce ha effettuato un mirato controllo ispettivo nel comune di Cavallino (LE), accertando l’esistenza di un’attività di autoriparatore esercitata in forma completamente abusiva.
Al responsabile della struttura, privo dei requisiti di legge e delle necessarie autorizzazioni, è stata contestata la violazione amministrativa prevista per l’esercizio abusivo dell’attività di autoriparazione, con l’irrogazione di una sanzione pecuniaria pari a circa 5.000 euro.
L’operazione ha preso in esame anche la posizione degli avventori a seguito della quale sono state elevate sanzioni amministrative per un ammontare complessivo di circa 5.100 euro nei confronti dei clienti che avevano affidato i propri veicoli alle cure dell’impresa non autorizzata, in aperta violazione delle norme vigenti.
Il servizio di controllo è stato disposto nell’ambito di una più ampia e sistematica pianificazione per verificare il regolare svolgimento delle attività nel settore automobilistico, a salvaguardia delle imprese che operano nella legalità e a tutela della sicurezza degli utenti della strada. L’intero immobile, di proprietà e nella totale ed esclusiva disponibilità del responsabile, veniva utilizzato per lo svolgimento abusivo dell’attività di autoriparazione, configurandosi nello specifico come una vera e propria officina meccanica. I locali erano stati allestiti con la predisposizione di mezzi, attrezzature e spazi specificamente finalizzati a tale scopo illecito.
Al momento del controllo, gli agenti constatavano la presenza di 6 veicoli in fase di riparazione. Al termine delle verifiche, si procedeva pertanto al sequestro amministrativo cautelare di tutte le attrezzature e strumentazioni professionali rinvenute all’interno della struttura adibita ad officina, misura propedeutica alla successiva confisca da parte delle autorità competenti.
Inoltre, l’attività investigativa permetteva di accertare ulteriori profili di illiceità, di rilievo stavolta penale e ambientale. All’interno dei locali, su una pavimentazione in calcestruzzo visibilmente degradata e del tutto priva di idonei sistemi di contenimento o impermeabilizzazione, erano stoccati in modo caotico e senza alcuna tracciabilità (codici CER) ingenti quantitativi di rifiuti speciali. La gravità della situazione veniva accentuata dal riscontro di uno sversamento diffuso di idrocarburi e dalla percolazione diretta di oli esausti fin sul manto asfaltato della pubblica via. Tale condotta, per dinamica ed entità, esulava dal mero deposito incontrollato per integrare la più grave fattispecie di realizzazione e gestione di discarica abusiva. Per tali ragioni, l’intero immobile veniva sottoposto a sequestro, al fine di assicurare le fonti di prova del reato ambientale e impedire il protrarsi delle conseguenze dello stesso ed il responsabile veniva deferito in stato di libertà alla competente Autorità Giudiziaria per il reato di illecita gestione di rifiuti e miscelazione degli stessi.