
Il 1° settembre la Polizia di Stato ha tratto in arresto in flagranza di reato un uomo di 48 anni di Lecce, già noto alle forze dell’ordine, accusato di tentata estorsione e indagato per maltrattamenti in famiglia e minacce di morte.
L’intervento è iniziato nel pomeriggio del 1°settembre, quando gli agenti della Sezione Volanti dell’U.P.G.S.P. della Questura di Lecce, impegnati in servizio di controllo della città, sono stati inviati dalla Centrale Operativa presso un’abitazione privata per una lite in corso tra padre e figlio. Mentre i poliziotti si avvicinavano all’abitazione, la Centrale Operativa ha informato la pattuglia che la richiesta di aiuto proveniva dal padre, il quale nei giorni precedenti aveva già formalizzato una denuncia per maltrattamenti in famiglia,
Giunti sul posto, gli agenti hanno trovato nell’appartamento la madre e il figlio, quest’ultimo seduto sul divano della cucina. Il giovane ha manifestato agli agenti il proprio risentimento nei confronti del genitore, colpevole a suo dire di rifiutarsi di consegnargli una somma di denaro. Contestualmente si è presentato il padre, rifugiatosi in camera da letto a seguito delle minacce ricevute.
Nel pomeriggio del 1° settembre, di fronte al diniego dell’ennesima dazione di denaro, l’uomo si è alterato minacciando il padre di dargli fuoco con del liquido infiammabile, costringendo la vittima a barricarsi nella propria stanza per timore della propria incolumità.
Accompagnato presso gli uffici della Questura mentre i genitori formalizzavano la denuncia, l’uomo è risultato gravato da precedenti per maltrattamenti in famiglia, tentata estorsione, furto, lesioni, oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale. Dopo i rilievi fotodattiloscopici effettuati dal Gabinetto Provinciale della Polizia Scientifica, il 48enne è stato dichiarato in stato di arresto. Il Pubblico Ministero di turno presso il Tribunale di Lecce ne ha disposto la traduzione in carcere.