«Credevo di aver colpito una pietra o un animale». Queste alcune delle prime parole pronunciate ai Carabinieri dal 22enne presunto responsabile dell’omicidio stradale che ha spezzato la vita al 28enne ciclista Daniele Congedi. La tragedia si è consumata verso l’ora di pranzo del 9 agosto: Congedi stava tornando a casa con la propria bici percorrendo la provinciale 350 che collega Ugento a Racale quando sarebbe stato investito e ucciso da una vettura.
L’allarme lanciato dalla famiglia della vittima alle Forze dell’Ordine, le ore di ricerche e poi il drammatico ritrovamento del corpo intorno alle 23. Le lesioni e i danni alla bici hanno immediatamente fatto pensare ad un investimento, ipotesi che ha preso sempre più piede nella giornata di ieri e che infine è stata confermata dalle deposizioni del 22enne presentatosi con il proprio avvocato in caserma volontariamente dopo essere stato identificato.
A stringere il cerchio attorno al giovane ci ha pensato una ditta di soccorso stradale. La Lancia Y che avrebbe ucciso Daniele Congedi è finita in panne poco distante dal luogo in cui si è consumata la tragedia, a causa di un danno meccanico causato proprio dal violento impatto. Il 22enne ha chiamato il soccorso stradale e l’auto è stata trasportata in officina. È stato poi il titolare della ditta di soccorso a contattare le forze dell’ordine, segnalando di aver recuperato un veicolo nei pressi della zona interessata dalle indagini. Gli investigatori hanno esaminato l’auto che presentava danni compatibili con il sinistro, sono risaliti al suo proprietario e hanno convocato i familiari del 22enne. Poco dopo, si è presentato in caserma anche quest’ultimo. Il ragazzo è attualmente denunciato in stato di libertà per omicidio stradale.
Nicola di Chio
