A partire dall’8 marzo, in occasione della Festa della Donna, lo stadio Via del Mare di Lecce diventa anche vetrina di economia rigenerativa e solidarietà concreta. Durante le partite casalinghe dell’Unione Sportiva Lecce sarà possibile acquistare braccialetti passaparola giallorossi, scaldacollo e altri accessori realizzati dalle donne detenute nel carcere di Lecce per il progetto Made in Carcere. I prodotti sono in vendita al bar presso la tribuna poltronissima centrale, oltre che presso lo store dell’US Lecce e le Officine Cantelmo.

L’iniziativa nasce dalla disponibilità del presidente del Lecce Saverio Sticchi Damiani e dal percorso avviato da Made in Carcere, il progetto fondato da Luciana Delle Donne che trasforma la detenzione in un’opportunità concreta di rieducazione, riduzione della recidiva e sostenibilità ambientale. Tutti gli articoli sono rigorosamente realizzati con materiali di recupero — tessuti, tende e scarti destinati al macero — restituendo valore a ciò che sarebbe andato perduto e dignità a chi li produce.

Il modello si fonda su una «catena del valore» che coinvolge più attori: i fornitori che recuperano tessuti di eccellenza destinati alla discarica, gli imprenditori che trasferiscono competenze alle detenute e chi acquista i manufatti, completando il ciclo dell’economia trasformativa. «Scegliere questi manufatti non è solo un acquisto, ma un atto di coscienza sociale che alimenta una filiera etica e restituisce dignità e più libertà per tutti», sottolinea Luciana Delle Donne.

Tra i risultati già tangibili della collaborazione figura anche una linea esclusiva dedicata ad alberghi, resort e aziende orientate al turismo consapevole: grembiuli, tovagliette, borse mare e altri prodotti realizzati con rimanenze di tessuti da sdraio e materiali di recupero, a testimonianza di come il progetto sappia generare valore ben oltre le mura del carcere.