
Un’importante operazione a tutela dell’ambiente marino è stata condotta nella mattinata di ieri dai carabinieri della Stazione di Porto Cesareo, nell’ambito di un mirato servizio di controllo del territorio e di salvaguardia delle risorse naturali. Il bilancio è di quattro persone del posto segnalate alla Procura della Repubblica di Lecce, circa 4.000 ricci di mare restituiti al loro habitat e tutta l’attrezzatura utilizzata sottoposta a sequestro.
L’operazione si è svolta all’interno della Zona «C» dell’Area Marina Protetta di Porto Cesareo, dove i militari hanno sorpreso i quattro soggetti intenti a praticare pesca subacquea con l’ausilio di bombole, attività vietata dalla normativa vigente in materia di tutela delle aree naturali protette. A seguito degli accertamenti, i quattro sono stati segnalati alla Procura della Repubblica di Lecce per i reati che disciplinano il divieto di pesca nelle aree naturali protette.
Durante il controllo i carabinieri hanno rinvenuto circa 4.000 esemplari di ricci di mare custoditi in otto ceste già pronte per il trasporto. Il pescato, ancora vivo, è stato immediatamente rigettato in mare, consentendo il ripristino dell’equilibrio dell’ecosistema marino. Tutta l’attrezzatura utilizzata per la presunta attività illecita è stata invece sottoposta a sequestro.
L’operazione conferma il costante impegno dell’Arma nella difesa dell’ambiente, della biodiversità e della legalità, a tutela di un patrimonio naturale di straordinario valore per la collettività e per le future generazioni.