Era uno dei luoghi più iconici della Puglia, finito nelle copertine di pubblicità e promozione territoriale in tutto il mondo. Ma dal giorno di San Valentino non c’è più. Nel giorno degli innamorati quest’anno è scomparso l’arco dei faraglioni di Sant’Andrea o meglio ribattezzato proprio arco degli innamorati per la sua poetica e meravigliosa visione. Oggetto di baci e foto nel cuore del Salento sulla costa di Melendugno si è sbricciolato in acqua a causa delle mareggiate e delle piogge violente di questi giorni.

In realtà sia l’Ordine dei Geologi della Puglia che la Società Italiana di Geologia Ambientale hanno ridimensionato l’idea che si tratti di un crollo dovuto ai cambiamenti climatici bensì di normali processi geomorfologici. Se l’Ordine dei Geologi si concentra sul fatto che il 53% delle coste pugliesi è a rischio erosione e, soprattutto, sono già tuttora censite oltre 800 frane in atto, dalla Società Italiana di Geologia Ambientale riportano il focus sul fatto che essendo falesie formate da rocce tenere il crollo era sostanzialmente ineludibile prima o poi. L’Associazione ha voluto però sottolineare l’importanza di questo evento per la sicurezza pubblica considerando che il crollo, avvenuto durante la stagione invernale, ha evitato il rischio per le persone, dato che l’area è estremamente frequentata nei mesi estivi. Entrambi gli enti hanno anche ribadito la necessità di affidarsi ai tecnici ed allo studio dei territori per prevenire tragedie che possano poi coinvolgere anche i cittadini.

Tutta la delusione e l’impotenza per una perdita di grande valore naturalistico nelle parole del sindaco di Melendugno Maurizio Cisternino che in un post su facebook ha voluto ricordare che proprio il piccolo comune salentino è stato uno dei primi a presentare in regione un progetto per contrastare l’erosione costiera da 4 milioni e mezzo. Un progetto considerato ammissibile ma non finanziabile per esaurimento fondi.

La Regione dal canto suo ha parlato, per bocca dell’assessore alle infrastrutture Raffaele Piemontese, di perdita di un pezzo di memoria collettiva tornando sul tema cambiamenti climatici ma ricordando che è essenziale lavorare per una responsabilizzazione sempre più forte da parte delle istituzioni e soprattutto ad un monitoraggio costante per prevenire e programmare interventi. Un problema che naturalmente ha riportato alta l’attenzione su di un tema che sta coinvolgendo in realtà non solo la Puglia bensì tutto il mezzogiorno d’Italia. Un tema che, probabilmente, nei prossimi mesi ed anni diventerà sempre più centrale su di un territorio che dopo aver perso anche l’antico Arco alla punta de lu Pepe rischia di vivere altre tragedie ambientali di grande rilievo.