In occcasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza maschile contro le donne e di genere, il centro di Lecce ospiterà un corteo che partirà da Porta Napoli alle 17 e proseguirà su Viale degli Studenti fino a Porta Rudiae da dove si dirigerà, lungo via Libertini e corso Vittorio Emanuele, in Piazza Sant’Oronzo per un breve momento collettivo.

La pandemia ha provocato un incremento dei casi di femminicidi e degli episodi di violenza, in tutte le sue forme, dalle più visibili a quelle più insidiose e difficili da riconoscere. A dimostrarlo sono i dati delle chiamate al numero verde nazionale antiviolenza 1522, ma anche situazioni quotidiane che segnalano l’aumento esponenziale delle donne e delle persone Lgbtqai*+ che subiscono situazioni di abuso.

Da questa riflessione è nata l’esigenza, dopo due anni complessi caratterizzati da isolamento e chiusure dovute alla pandemi, di organizzare anche a Lecce un’occasione collettiva in cui riunirsi, confrontarsi, raccogliere esperienze e prendere posizione contro la violenza maschile sulle donne e la violenza di genere. Durante la manifestazione, saranno esposti dalle finestre di Palazzo Carafa due teli realizzati dalle studentesse del corso di Decorazione dell’Accademia di Belle Arti di Lecce.

Alla manifestazione – coordinata dall’Assessorato al Welfare, Diritti Civili e Pari opportunità del Comune di Lecce e dalla Casa delle donne di Lecce – hanno aderito FreeD.A. Collettivo Universitario Femminista, G.U.S. Gruppo Umana Solidarietà, Camera a Sud APS, AICS Lecce, Udu – Unione degli Universitari Lecce, Collettiva, CISL Lecce, Io ci provo, Le ali di Pandora, Soroptimist, Sentinelli del Salento, Ra.Ne. – Rainbow Network, Amnesty International, Unicel Lecce, Arci Provinciale, Arci Lecce Solidarietà Cooperativa, Molto più di Zan – Coordinamento, Alice e le altre Aps, Lecce Città Pubblica, Terzo millennio e Psifia – Psicoterapeuti per la famiglia, l’infanzia e l’adolescenza.

«Abbiamo bisogno di riportare in piazza e al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica il tema – dichiara l’assessora al Welfare Silvia Miglietta – così delicato e urgente della violenza, fisica e psicologica, sulle donne e della violenza di genere, che lede il diritto di ciascuno di autodeterminarsi e vivere serenamente la propria sessualità. Se c’è una cosa che la pandemia e il lockdown ha contribuito a riaffermare con forza è che alcune case sono vere e proprie prigioni per donne costrette a convivere con uomini violenti, subendo abusi di varia natura. Queste donne devono poter contare sul supporto concreto della società e delle istituzioni per denunciare e iniziare un nuovo e migliore percorso di vita».

Chi ancora volesse aderire, può farlo mandando una mail a [email protected]