Sono stati eseguiti nove arresti (tre ai domiciliari) dei 10 provvedimenti cautelari previsti dall’operazione condotta dai Carabinieri del Nucleo operativo della compagnia di Gallipoli nei confronti di persone ritenute affiliate alla Sacra Corona Unita (Scu). Il decimo è ancora ricercato e si presume che sia in Germania. Sono stati compiuti in flagranza cinque dei nove arresti eseguiti, mentre altre cinque persone sono indagate a piede libero. L’operazione è stata chiamata «Le Veneri», sulla scorta delle omonime statuette di origine preistorica trovate in una grotta al confine tra i comuni di Parabita e Tuglie, zone dello spaccio e di provenienza degli indagati. Sono stati sequestrati oltre due kg di stupefacenti tra hashish, cocaina e marijuana, oltre a una pistola semiautomatica e 236 proiettili.

Secondo gli investigatori, il gruppo criminale faceva capo al pluripregiadicato Pio Giorgio Bove di Parabita, 34 anni, considerato figura di spicco del clan Giannelli della Scu. Gli stupefacenti erano destinati alle piazze di Parabita, Tuglie e Matino. La struttura verticistica, nello stile Scu, consegnava ruoili importanti anche a due donne, finite ai domiciliari: la moglie di Bove, Addolorata Donadei, 31 anni, alla quale viene attribuito il compito di diffondere le indicazioni del marito sul narcotraffico; e Valeria Manco, 29 anni, accusata di aver sostituito il fratello nell’organizzazione, arrestato in precedenza con tre etti di cocaina.

Nelle oltre 200 pagine dell’ordinanza firmata dal gip Simona Panzera, viene contestata anche la tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso, per ottenere con violenza o minaccia, il ricavato della vendita di stupefacenti.