Dodici associazioni sportive leccesi, tra le più rappresentative del panorama salentino, lanciano il loro grido di dolore all’indirizzo del Comune di Lecce, chiamandolo a rispondere del degrado dell’impiantistica sportiva comunale. Si tratta di Bee Volley, Delfino, Fortitudo, Futsal Lecce, Lecce Volley, Lupa, Lupiae, Lupus 2014, New Basket, New Salento, Scuola di Basket, Wesport: sodalizi di rilievo nel mondo sportivo leccese, che spaziano dal basket al volley, dal calcio a 5 alla ginnastica, dal basket in carrozzina alle bocce paralimpiche .

Le dodici associazioni comunicano di avere stilato un documento di sintesi delle loro doglianze e di averlo trasmesso al Comune con una pec del 3 dicembre, indirizzata a Sindaco, Vicesindaco, Assessore allo sport e Dirigenti del settore Sport e Impiantistica.

“Prima di inviare la nostra pec al Comune, abbiamo avuto un ultimo incontro in assessorato allo sport, lo scorso 25 novembre, alla presenza dell’assessore Foresio e dei Dirigenti Branca e Puce, nel corso del quale abbiamo per l’ennesima volta ribadito che le condizioni dei 3 impianti sportivi in oggetto sono a dir poco inqualificabili.”

Patrizia Tamburrano (“Delfino”, utilizzatrice del tensostatico “nuovo” del Campo Scuola) dichiara: “Malgrado le ripetute, annose segnalazioni relative alle molteplici problematiche connesse all’uso dei tensostatici, il Comune, ad oggi, non ha ancora fornito alcuna soluzione, né tantomeno alcuna risposta concreta alle doglianze ed istanze delle asd. Per tutta risposta, a partire dal 1° luglio u.s., sono state applicate le nuove tariffe d’uso, il cui importo (oltre a penalizzare le asd che danno lustro alla città praticando Sport di livello) risulta assolutamente sproporzionato ed ingiustificato, soprattutto in riferimento agli impianti di cui parliamo.”

“Oramai sta diventando una disastrosa consuetudine dichiara Sandro Laudisa (“La scuola di Basket”) quella che gli arbitri sospendano le gare che ci vedono ospitare ragazze provenienti da tutta la Puglia. Ma questo, con grande probabilità, non conta un granchè per chi gestisce lo sport cittadino!”

Le accuse che le associazioni muovono all’Amministrazione sono gravissime, e non si limitano all’attuale governo cittadino, ma vanno a ritroso negli anni.

“Impianti di riscaldamento non funzionanti – lamentano le associazioni – impianti di aerazione inadeguati spacciati per impianti di riscaldamento, mancato allaccio della fornitura del gas che consentirebbe il funzionamento dell’impianto di riscaldamento/deumidificazione e delle docce. Copertura del tensostatico danneggiata al punto che nemmeno le bacinelle di plastica acquistate dalle società riescono a contenere la pioggia che scroscia a mo’ di cascata. Pareti laterali ‘scorrevoli’ che fanno fatica ad essere aperte a primavera, e restano aperte durante tutta l’estate, consentendo a chiunque di entrare nella struttura, ma non solo: a causa dei difetti strutturali, non si riesce più a richiuderle nemmeno l’inverno successivo. Spogliatoi e bagni non annessi alle strutture (distanti da 1mt, a 50 mt), teli di copertura ‘poggiati’ sul pavimento a piano, senza nemmeno un gradino a contrastare l’ingresso di pioggia, animali, foglie, sporcizia all’interno dell’impianto. Tariffe d’uso più che raddoppiate, e versamenti pretesi con tanto di intimazione e diffida ad adempiere. Messe in mora delle ASD nei confronti del Comune rimaste prive di riscontro, inviti a verificare le gravissime responsabilità ed agire di conseguenza altrettanto inascoltati”.

Le associazioni leccesi con la pec del 3 dicembre hanno comunicato il loro aut-aut al Comune: “Fino alla concreta risoluzione delle problematiche non ottempereranno ad alcun versamento connesso all’utilizzo dei tensostatici comunali. Tanto, con espressa diffida a non revocare le autorizzazioni all’uso degli impianti, dove, per quanto possibile e nei limiti determinati dalle loro condizioni, si continuerà a svolgere quell’attività sportiva che è un diritto del cittadino costituzionalmente garantito, e che di fatto il Comune di Lecce non solamente non favorisce, ma ostacola.”

Si sono inoltre riservate espressamente la facoltà di agire per il risarcimento dei danni derivanti dalla situazione descritta. Non solo, i dirigenti sportivi dichiarano di essere pronti a chiedere l’intervento della magistratura per l’individuazione delle responsabilità, sia dal punto di vista amministrativo che penale, ove sussistenti.