Xylella falcidia il raccolto di olive nel Salento: calo produttivo del 90%

Xylella falcidia il raccolto di olive nel Salento: calo produttivo del 90%

Extravergine mai così in basso: si punta su turismo e Leccino

Il Salento olivicolo piange lacrime amare. Mentre nel resto della Puglia si brinda ad una produzione 2019 di olio extravergine che, almeno nelle previsioni, registra un più 80%, nel Leccese si stima un calo del 90% rispetto alle medie storiche. La produzione di ogliarola e cellina è azzerata, varietà che costituivano la stragrande maggioranza della superficie olivetata. A dare frutto, al momento, sono solo le piante di Leccino.
Una tragedia per una terra che ha sempre vissuto di olio. Ma c’è anche tanta voglia di non arrendersi. E a sperare, a volersi rimboccare le maniche, sono anche e forse soprattutto le donne. Si è parlato anche di questo, ieri, nell’incontro organizzato da Coldiretti Donne Impresa Puglia al Castello Carlo V di Monopoli, dove le «donne dell’olio», coordinate dal presidente di Coldiretti Monopoli, Carlo Barnaba, e con la presenza della leader nazionale di Donne Impresa, Floriana Fanizza, hanno acceso i riflettori sullo stato di salute del comparto olivicolo-oleario.

«La sfida di lavorare in agricoltura in momenti così difficili, su un territorio che vive una emergenza nazionale qual è la Xylella, può sembrare una odissea insuperabile», ha detto Rita Esposito, imprenditrice della «Masseria Stali», a Caprarica, uno dei comuni più colpiti dalla «fastidiosa».
«Noi ci siamo reinventati – il messaggio positivo di Rita, monopolese doc ma salentina d’adozione – diversificando le attività aziendali, potenziando i servizi a beneficio dei turisti, investendo ancora e aspettando di poter reimpiantare, mentre proponiamo l’olio extravergine di olive, quasi imbarazzante per il colore smeraldo che lo caratterizza, degli alberi di Leccino produttivi».

Si commuove l’imprenditrice quando ricorda il suo cambio vita, «ma non mi pento – ha spiegato – di aver lasciato l’insegnamento per impegnarmi attivamente in azienda. La nostra esperienza degli ultimi 6 anni può servire d’esempio, perché la Xylella non deve continuare ad avanzare, bisogna affidarsi esclusivamente alla scienza e non farsi prendere dall’emotività. Quando un albero è malato va purtroppo espiantato per non far ammalare tutti gli altri. Chi ancora non ha fatto un giro in Salento, lo faccia per capire qual è l’entità del dramma, paesaggistico prima ancora che produttivo. Un disastro – ha concluso – che i numeri non riescono a rappresentare adeguatamente».
L’incontro delle «donne dell’olio» è stata anche l’occasione per puntare il dito contro la burocrazia, che ruba fino a 100 giorni lavorativi all’anno alle imprese e diventa spesso un ostacolo alla crescita del settore.