Materiale pedopornografico nel pc, arrestato maresciallo salentino

Materiale pedopornografico nel pc, arrestato maresciallo salentino

Il militare era già indagato per aver falsificato documenti sanitari

Un maresciallo della guardia di finanza originario di Lecce è stato arrestato per detenzione di materiale pedopornografico. Antonio Russo, in forza alla fiamme gialle di Aosta, era già sotto inchiesta dal gennaio scorso quando era stato scoperto dai colleghi a falsificare le attestazioni dell’Usl di Aosta per poter beneficiare di periodi di licenza straordinaria.

Nell’ambito delle indagini, coordinate dal pm di Torino Lisa Bergamasco, sono stati sequestrati pc e dispositivi informatici in uso al militare salentino dai quali sono emersi contenuti inquietanti.
L’attività di analisi forense su computer, memorie esterne ed altri sistemi di archiviazione, effettuato anche con l’ausilio di professionisti specializzati del settore – si legge nella nota della guardia di finanza di Aosta – ha permesso di individuare copioso materiale pornografico con immagini inequivocabilmente riferiti a minorenni.

Oltre a tale materiale, sono stati individuati file di testo contenenti i percorsi per raggiungere siti del dark web, parte del cosiddetto deep web, la porzione più profonda e nascosta della rete internet, utilizzata per il download delle immagini e la visione dei video aventi come protagonisti anche bambini in età preadolescenziale, non raggiungibile se non tramite software specifici.

Il maresciallo ha inoltre lasciato traccia sui propri computer delle ricerche testuali effettuate per individuare siti pedopornografici, nonostante abbia utilizzato svariati accorgimenti per la cancellazione delle tracce della navigazione in tali siti. Il quadro probatorio emerso ha indotto il Pubblico Ministero a richiedere al gip Alessandra Danieli, la custodia cautelare in carcere, che gli stessi finanzieri del Gruppo Aosta hanno eseguito nella mattinata di ieri. Il maresciallo Russo, per la prima vicenda penale, era già stato sospeso dal servizio ed è attualmente sottoposto al procedimento disciplinare cosiddetto “di stato”, che va cioè ad incidere anche sull’eventuale permanenza nel Corpo della Guardia di Finanza. I fatti odierni, riprovevoli oltre ogni misura, saranno oggetto di analogo rigore.