Vivono e lavorano all’estero, ma percepiscono pensione d’invalidità: nei guai 6 persone

Vivono e lavorano all’estero, ma percepiscono pensione d’invalidità: nei guai 6 persone

Tra i denunciati una donna che aveva eluso i controlli per oltre 27 anni

Vivono e lavorano da decenni all’estero ma continuano a percepire pensioni di invalidità in Italia: sei salentini hanno truffato lo Stato ottenendo indebitamente circa 400mila euro. Li ha scoperti e denunciati la guardia di finanza di Lecce, che ha contestato il reato di truffa aggravata ai danni dell’Inps. Il requisito della residenza stabile sul territorio italiano è uno degli elementi fondamentali per il mantenimento delle pensioni di invalidità civile riconosciute dall’Inps a portatori di handicap o persone affette da alcune patologie invalidanti ma alcune persone avevano trovato un modo facile per aggirare la legge.

Gli investigatori hanno preso in esame 3.900 posizioni di invalidi civili, incrociando i dati dell’Inps con quelli anagrafici di tutti i Comuni della provincia di Lecce, analizzando flussi di spesa pubblica per 106 milioni di euro. E scoprendo, infine, i furbetti delle pensioni di invalidità. In particolare è venuto alla luce il caso di una donna originaria di Campi Salentina, da molto tempo residente in Germania, che ha eluso i controlli per ben 27 anni, percependo indebitamente 78mila euro.

Un uomo di Trepuzzi, invece, ha mantenuto per 13 anni un doppio codice fiscale (italiano e tedesco), beneficiando in tal modo di una doppia identità e continuando a ottenere la pensioni di invalidità civile italiana, che gli ha consentito di intascare 45mila euro. Le persone denunciate risiedono in Germania e in Svizzera ma – è stato appurato – riuscivano a ritirare le somme assistenziali durante le vacanze nei paesi d’origine oppure le ricevevano con accredito sui conti corrente. In alcuni casi è stato verificato che hanno certificato redditi inferiori a quelli effettivi, per non perdere il beneficio.