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Vino, Coldiretti: in vigore il testo unico

Vino, Coldiretti: in vigore il testo unico

È uno strumento di semplificazione

È in vigore il Testo Unico del vino, una norma unica di riferimento per gli operatori del settore su cui il Parlamento ha avviato i lavori nel lontano 27 marzo 2014.
Il provvedimento è uno strumento di semplificazione – spiega il Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele– di cui beneficeranno soprattutto le aziende che producono sotto i 1000 ettolitri di vino, pone i presupposti per creare una sorta di ‘sportello unico degli adempimenti’ che si concretizzerà in un registro unico, nell’attesa del pieno rispetto di quanto previsto dal registro unico dei controlli per evitare il moltiplicarsi di più verifiche da parte di enti diversi sulla medesima azienda. Si tratta di una norma che punta alla semplificazione burocratica, un passaggio normativo determinante che, unitamente alla dematerializzazione dei registri, potrà certamente agevolare il lavoro quotidiano degli operatori del settore. Una sola norma di riferimento per il settore vitivinicolo che rafforza un settore che in Puglia ha centrato importanti risultati e con i 7,5 milioni di ettolitri e gli 88mila ettari a vigneto e si è ritagliata uno spazio importante nel panorama enoico nazionale”.

È il risultato di un mix vincente di fattori che partono dalle potenzialità del terroir e delle varietà autoctone, passando per le capacità imprenditoriali dei vitivinicoltori pugliesi, alla lungimiranza della politica regionale che negli ultimi 10 anni ha indirizzato risorse importanti sugli investimenti in tecnologia e sulla promozione, ma anche grazie a un poderoso sistema di controlli che il settore si è dato in Italia, dopo aver toccato il punto più basso che si potesse immaginare con lo scandalo del metanolo.

Sono state razionalizzate – spiega il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti – in una sola legge di 90 articoli tutte le normative sparse che attualmente regolano il settore. Il Testo unico del vino è il risultato di una lunga mobilitazione per liberare le energie del settore più dinamico del Made in Italy agroalimentare che ne rappresenta la principale voce dell’esportazione. Dal vigneto alla bottiglia l’attuale normativa rendeva necessario adempiere a più di 70 pratiche che coinvolgono 20 diversi soggetti che frenano il dinamismo imprenditoriale dei produttori italiani”.

Ad oggi sono 6 le IGT (Indicazioni Geografiche Tipiche) ‘Tarantino’, ‘Valle d’Itria’, ‘Salento’, ‘Murgia’, ‘Daunia’, ‘Puglia’ e 29 i vini pugliesi DOC (Denominazione di Origine Controllata) che detengono un valore inestimabile, intrinseco al prodotto agroalimentare ed alla professionalità imprenditoriale, che va salvaguardato a difesa della salute dei consumatori e a caratterizzazione della specificità dei prodotti regionali sul mercato globalizzato. Ed i risultati della scelta di qualità degli imprenditori agricoli pugliesi non hanno tardato a farsi vedere: è aumentata del 37% la produzione DOC e DOCG (Denominazione d’Origine Controllata e Garantita).

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